L’ultima chiamata telefonica di Wissam al-Hasan è stata con Sad al-Hariri:”Sono a Beirut”.

Fonte originale, giornale Assafir

Libano: Attentato all’antico distretto cristiano di Achrafieh a Beirut, una strage vergognosa messa in atto con un’autobomba che ha gettato il paese nel lutto e nel terrore, e soprattutto nell’instabilità politica.

Tutto questo perché il reale bersaglio dell’attentato era Wissam Al Hssan ex responsabile della sicurezza del Ministro, assassinato nel 2005, Rafic Hariri ed in seguito uomo di fiducia del figlio Saad.

Ma non solo questo, perché Al Hassan era anche un personaggio molto discusso per i suoi contatti con i servizi segreti Israeliani, con i quali si subodora avesse a più riprese collaborato nel tempo e dai quali non era più stimato nell’ultimo periodo, precedente l’attentato, come elemento utile.

C’è chi pensa che Al Hassan sia stato assassinato per motivi politici molto lontani dalle rivendicazioni nell’immediatezza dell’esplosione del movimento 14 Marzo, che prendendo la palla al balzo, ha immediatamente dopo il fatto, chiesto le immediate dimissioni del Governo libanese.

Perché Saad Hariri, accusando i nemici ideologici del suo schieramento e cioè Hezbollah ed i servizi segreti siriani, ( così come aveva fatto la sua coalizione già ai tempi dell’attentato a Rafic) , lo ha fatto certo per produrre un vuoto politico, che potesse rafforzare il suo spregiudicato partito.

Da sottolineare che nel 2005 è stato assassinato Hariri padre e di conseguenza la Siria di Assad è stata accusata del suo omicidio per ben 4 anni, per poi uscirne innocente, allora serviva un motivo per obbligare l’esercito siriano a ritirarsi dal Libano“, a beneficio di Israele”, dopo che era entrato nel 1982 per fermare la guerra civile, e poi successivamente rimase sul confine con Israele, essendo che il Libano è sempre stato il ventre debole della Siria.

Il partito di Hariri, che è di origine saudita, è un movimento libanese filo-USA e filo Israeliano, che promuove il settarismo confessionale sunnita, in quel mosaico umano multi-confessionale e culturale che è un paese come il Libano.

E lo stesso fa, finanziando e supportanto migliaia di mercenari Jihadisti salafiti, fatti penetrare illegalmente nel paese, anche in Siria.

Il suo scopo è inoculare il veleno necessario per scatenare un’altra guerra civile religiosa.

Questo con il fine unico di spiazzare il generale maronita Michel Aoun, alleato di Hezbollah e considerato il candidato favorito alle elezioni presidenziali del Libano nonché di favorire i piani dei suoi alleati occidentali e del golfo di destabilizzazione della Siria.

Ma i sospetti, oltre che corroborati di quanto citato, oggi si arricchiscono di un nuovo elemento importante, e cioè il fatto che è stato rivelato che l’ultima chiamata ricevuta da Wissam Al-Hasan prima del suo assassino era stata proprio quella di Sad Hariri.

Riporto il testo di una testata araba Assafir tradotta da TG 24 Siria, www.tg24siria.com

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l’ultima telefonata ricevuta da Wissam Al-Hasan prima del suo assassino, era quella di Sad Hariri

Una fonte ben informata dei fatti del giornale libanese “Assafir” ha rivelato che il dipartimento, (o ramo), atto a reperire informazioni delle forze di sicurezza del Ministero dell’Interno libanese ha messo mano sui tabulati delle telecomunicazioni, delle chiamate effettuate dal generale ucciso Wissam Hassan poche ore prima del suo assassino, precisamente le chiamate che ha fatto durante il suo tragitto sin dal momento in cui ha raggiunto la pista dell’aeroporto di Beirut, fino all’attimo dell’esplosione avvenuta poco prima delle 3:00 di pomeriggio, venerdì scorso.

La fonte ha detto che poco dopo l’esplosione, il direttore generale delle forze di sicurezza del Ministero dell’Interno del Libano, il generale Ashraf Rifi, ha chiesto al dipartimento di fornirgli, informazioni sulla eventualità che l’esplosione avesse avuto di mira certi uomini del personale.

Ma le risposte che ha ottenuto hanno smentito la possibilità recitando: – No nessuno del personale è stato l’obiettivo dell’attentato. –

Nello stesso tempo, Rifi ha provato a contattare il generale Al-Hasan, il quale doveva essere presumibilmente a Parigi accanto alla sua famiglia in seguito al suo rientro da Berlino, ma senza successo, perché il suo cellulare sembrava spento o irraggiungibile.

Ma non si è preoccupato pensando che forse si trovava in una zona dove non c’è campo. Verso le quattro di pomeriggio, Rifi ha ricevuto una chiamata dall’ex-premier Saad al-Hariri che gli ha detto:“Ti sei assicurato che Wissam stia bene?”

Stranamente Rifi risponde:”Presidente Wissam è in viaggio.”

Allora Hariri gli dice: “Wissam mi ha chiamato stamattina mi ha assicurato che è arrivato a Beirut.”

Immediatamente dopo però, Rifi ha mandato la guardia personale che normalmente accompagna la scorta di Wissam sul luogo dell’esplosione, che prima delle cinque di pomeriggio è tornato con in mano l’orologio di Wissam, rivelando a tutti dunque che era proprio Wissam Al Hassan l’obiettivo dell’attentato.

A quel punto Rifi si è affrettato ad informare della scoperta sia l’attuale premier Najeeb Mikati, che l’ex-premier Saad Hariri, del fatto che non si trovava alcuna traccia di Wissam e che quindi avrebbe potuto essere propriolui, l’obbiettivo dell’esplosione dell’autobomba ad Achrafiya.

La fonte in oltre ha fatto sapere che probabilmente al-Hassan, era osservato dai servizi segreti non solo a Beirut, ma anche a Berlino e poi anche a Parigi.

E soprattutto che al momento in Libano, gli inquirenti sono concentrati su tutti quelli che lo hanno contattato, immediatamente dopo il suo ritorno a Beirut, che sono poi pochissime persone che si contano sulle dita di una mano.

La fonte rivela anche, che c’è un forte sospetto a credere che il generale stesse per incontrarsi con uno di loro, presso un suo ufficio segreto, in una zona vicina al suo posto di lavoro che era la sede della direzione generale del dipartimento per il reperimento d’informazioni nel quartiere Hôtel Dieu.

Interessante direi… Non trovate? E di questo certamente il figlio di Rafic, morto in un attentato altrettanto misterioso, dovrà presto rendere conto ai Libanesi che lo guardano da tempo con sospetto e che sono vaccinati come gli Algerini dal pericolo dell’infezione islamista, perché sanno esattamente cosa si cela dietro la maschera della Jihad islamica e cioè le potenze occidentali.

Da sottolineare che nel 2005 è stato assassinato Hariri padre e di conseguenza la Siria di Assad è stata accusata del suo omicidio per ben 4 anni, per poi uscirne innocente, allora serviva un motivo per obbligare l’esercito siriano a ritirarsi dal Libano“, a beneficio di Israele”, dopo che era entrato nel 1982 per fermare la guerra civile, e poi successivamente rimase sul confine con Israele, essendo che il Libano è sempre stato il ventre debole della Siria.

Testo originale in Arabo dal giornale libanese “Assafir”.

scritto da Norats per TG 24 Siria che ne ha curato le traduzioni dall’arabo ed il reperimento delle fonti.

elaborazione http://syrianfreepress.wordpress.com/

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