Harem è la Bani-Walid della Siria.

Harem sulla cartina

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Siria: grave massacro per mano di mercenari armati, con il sostegno del governo Erdogan.

Harem è una cittadina di 12 mila abitanti, situata nel nord ovest della Siria, in provincia di Idlib, a 2km dall’attuale confine turco, con la regione “Alessandretta”, che è pure territorio Siriano, nell’estremo nord ovest della Siria, che fu annesso alla Turchia il 29 novembre del 1939, dopo un referendum gestito sotto l’occupazione francese che era succeduta a quella ottomana nel 1918: ma la Siria non riconosce questo referendum del periodo coloniale francese, e considera queste aree  quali tutt’ oggi parte del suo territorio  nazionale, come anche le mappe dimostrano.

Harem, è una delle aree più importanti e di grande interesse per il governo Erdogan, che con l’appoggio  della comunità internazionale sta tentando di realizzare una zona cuscinetto come primo passo del suo sogno verso un nuovo impero ottomano, cosa per la quale Harem sarebbe un ottimo punto di partenza a causa della sua vicinanza col confine turco che faciliterebbe l’infiltrazione delle bande armate, oltre alla sua posizione strategica, data dall’altitudine, e all’indiscussa importanza storica.

Harem da 14 giorni è sotto assedio e sotto bombardamenti incessanti da parte dei mercenari e delle bande armate infiltrate dal governo Erdogan, provenienti da ogni parte del mondo con finanziamenti del Qatar e dell’Arabia Saudita,e  sostenuti logisticamente e militarmente dal governo Erdogan che ha messo a loro disposizione le sue batterie d’artiglieria, con le quali partecipano accanto ai mercenari Salafiti nel bombardamento della città.

Negli ultimi quattro giorni le cose sono peggiorate.

I terroristi, approfittando dalla tregua del “Eid al-Adha” sono riusciti, grazie alle indicazioni e alle informazioni logistiche dell’intelligence turca e alle foto satellitari americane,  a interrompere tutte le vie di rifornimento per l’Esercito Arabo Siriano.

L’ultimo ad essere attaccato, facendolo crollare, è il ponte più strategico della città, quello che collegava Aleppo con Harem. Ora Harem è completamente isolata e senza il minimo indispensabile per la sopravivenza, sotto un’intensa pioggia di fuoco da parte delle artiglierie dell’esercito turco, e bersagliata dai missili di ultima generazione forniti ai mercenari dell’FSA,   che nelle ultime 24 ore hanno distrutto diversi carri armati dell’esercito siriano (presenti fin da prima che le strade d’accesso alla città fossero bombardate e bloccate), oltre ad aver ucciso più di 50 tra soldati e forze dell’ordine, che continuano comunque a  resistere con ogni arma in loro possesso.

Gli elicotteri non sono più in grado di fornire cibo e scorte alimentari ai cittadini, a causa dei missili terra-aria di ultima generazione in mano ai mercenari salafiti: e tutto ciò continua da quasi 14 giorni, nei quali la cittadini è rimasta senza alimenti, senza acqua corrente, senza comunicazioni telefoniche.

L’ultima tragedia nella tragedia è occorsa ieri sera, quando Radio-Sham-FM è riuscita a stabilire un contatto telefonico satellitare con un cittadino che si trovava con altre 500 persone, tra cui molte donne e bambini, nascoste al piano terra di un palazzo di tre piani, il quale ha fornito il seguente racconto:

“I mercenari hanno cominciato ad attaccarci da tutti i lati, con fitti bombardamenti e missili vaganti sull’intera cittadina, senza fare distinzione tra mosche, abitazioni, scuole. Non avevamo mai udito prima d’ora il fragore del suono dei bombardamenti, il sibilo dei missili ed il frastuono della loro deflagrazione, e non avevamo mai assistito alla scena terrificante della visione di decine di cadaveri per le strade, con le moschee piene di feriti, tra cui donne, bambini, uomini, soldati, alcuni dei quali rischiano di perdere la vita a causa della mancanza di medicazioni per le loro ferite gravi per le quali non abbiamo più niente con cui pulirle, nemmeno l’acqua potabile.

Peggio ancora è stata un’altra tragedia: quando un gruppo di donne con i loro bambini, spinte dalla paura generata dal terribile suono dei bombardamenti, decisero di  uscire dalla città coperte dall’oscurità della notte, accompagnate da 3 uomini e prendendo una strada secondaria attraverso la compagna; quando all’improvviso un gruppo di terroristi tagliava loro la strada, violentando le donne e uccidendo i loro bambini. È stato un ragazzo  di sedici anni a raccontarci ciò che accaduto, dopo essere riuscito miracolosamente a scappare. Anche noi siamo musulmani Sunniti, ma loro ci uccidono lo stesso, nel nome dell’Islam: ma che tipo di Islam professano? Senza dubbio quello Salafito, o wahabita.

Ora non posso stare a lungo all’esterno, devo rientrare, perché i bombardamenti sono ripresi, ma vorrei fare un appello, che potrebbe essere forse l’ultimo: se nessuno ci soccorre, visto che 14 giorni di isolamento e resistenza non sono pochi,  e che i soldati che ci stanno difendendo sono ora al limite delle forze, finiremo tutti male, perché ci uccideranno e seppelliranno sotto le macerie delle nostre case. Quindi chiedo al presidente Bashar al-Assad di mandare subito i rinforzi  dell’Esercito, altrimenti saremmo tutti sterminati, e Harem potrebbe diventare la Bani Walid della Siria”.

Traduzione italiana di TG24Siria e SyrianFreePress.net

3 thoughts on “Harem è la Bani-Walid della Siria.

  1. Pingback: Harem: la ‘Bani-Walid’ siriana ~ Harem: the Syrian ‘Bani Walid’ ~ (Eng-Ita) « Syrian Free Press

  2. Il più sarebbe capire cosa è vero e cosa falso nel mare della propaganda. Mica facile, senza uno straccio di giornalista che possa parlare schiettamente attraverso i media maggiori.

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