Siria nel Caos, l’Israele Trafuga I Tesori Del Golan Siriano Occupato

Israele trafuga il tesoro di Salomone dal cuore del Golan

Nel Golan Siriano Occupato vi sono numerosi siti archeologici risalenti a varie epoche storiche, a partire dall’età della pietra, del rame, del bronzo antico, medio e tardo, fino all’epoca classica e arabo-islamica. Tra le caratteristiche più importanti dei siti archeologici del Golan va sottolineato il loro legame storico con le civiltà della madrepatria Siria,  la loro successione temporale, la varietà, la completezza e la loro diffusione in tutta l’area geografica del Golan.

Il numero dei siti archeologici del Golan è stimato in 110 siti noti, tra cui i più importanti sono la città di Hamma, il Krak des Chevaliers, Kersi, Deir Qaruh e Beit Saida. Non erano trascorsi tre anni dall’occupazione quando gli aggressori sionisti cominciarono a scavare rinvenendo di tutto: dal petrolio, al gas, alle rovine archeologiche. Gli scavi nei siti archeologici furono effettuati con metodi selvaggi, ricorrendo a macchinari pesanti, al fine di asportarvi i reperti rinvenuti, esponendoli a vandalismi e danni.

Israele ha trovato il tesoro di Salomone nel Golan?

Una delle nostre fonti nel Golan Siriano Occupato afferma che un’attività sospetta stava avvenendo in un luogo contiguo al villaggio di Beit Saida, esattamente in una città archeologica ubicata a nord della pianura di Batiha, a nord-est del lago di Galilea, che è uno dei villaggi frequentati da Gesù Cristo. In questo luogo, l’occupazione israeliana, da circa un mese, ha imposto un cordone di sicurezza intorno alla zona.

La nostra fonte ha confermato che circa 50 mezzi adibiti al trasporto di denaro e oggetti di valore si sono diretti al luogo menzionato, il che suscita dei sospetti e conferma il fatto che le autorità dell’occupazione hanno prelevato una considerevole quantità di preziosi e oggetti di valore dall’area. I nostri dubbi ci hanno spinti ad intervistare uno degli sfollati del Golan di quella zona, un uomo anziano, che ci ha ricordato i racconti trasmessi dalla popolazione sui tesori sepolti in quella zona. Ciò che corrobora quei racconti e quelle storie è il rinvenimento, da parte di alcune persone fortunate, di alcune monete d’oro e di reperti archeologici , ma le voci parlavano del “grande tesoro del Profeta Salomone, che un demone avrebbe seppellito proprio in quella zona”. E’ probabile che questo sia il motivo dell’interesse degli occupatori sionisti per i numerosi scavi nell’area ed è evidente che la ricerca li ha portati a qualcosa la cui portata non ci è dato di conoscere sino ad oggi.

Israele, quel putrido cancro sionista che non ha lasciato un granello di terra nella nostra patria che non abbia rubato o stuprato, non si è accontentato né si accontenterà di trafugare i luoghi sacri e le ricchezze, ma continuerà a cercare con ingordigia tutto ciò che può essere sfruttato.

Israele, che ha rubato persino il nostro piatto di Hummus, registrandolo come se fosse un suo prodotto, se potesse trarre beneficio dalla nostra immondizia, ce la ruberebbe e la venderebbe…

Sì, oh figli della Siria, mentre siete immersi in una guerra assurda, Israele ruba il vostro futuro, più di quanto abbia rubato il vostro passato.

*

A Cura di F_W per http://www.tg24siria.com & http://www.syrianfreepress.net

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